DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

Copywriter, Edited by Cristian Arni

Ci preme a tutti, conoscere il futuro, sapere come andranno le cose, cosa sarà di noi dopo il Covid-19, e quando passerà questa pandemia; come ci trasformerà, come cambieranno le relazioni internazionali del nostro paese, per esempio e quali le conseguenze sui prezzi, ci saranno rincari, saranno lievi o elevati? E come tutto questo si tradurrà nella nostra quotidianità. Sentiamo il Prof.Saccà cosa pensa in merito, in questo nuovo appuntamento odierno con la rubrica: Diario quotidiano della Peste, che sta riscontrando un notevole successo di pubblico e lettori. Grazie a tutti, in primis al Prof.Antonio Saccà di renderci simili pensieri.

 

 

Rubrica a cura del Prof.Antonio Saccà

poste del 15/03/2020

Incuriosisce e sbalordisce una circostanza , che del pandemonio che stiamo sopportando e sperimentando non si riesca a cogliere il responsabile. C’è chi pensò ad una contaminazione alimentare in Cina, chi ha fantasiose ipotesi di un ritrovato per le guerre batteriologiche , sfuggito ai laboratori, un ‘altra più radicale sostiene che il virus non è sfuggito ma lasciato andare per fare delle vittime in Cina ma soprattutto nel mondo e permettere alla Cina di continuare a primeggiare o di primeggiare perché se fossero colpiti gli Stati Uniti si scatenerebbero vicende inenarrabili… Non prolungo l’argomento, tutto ipotetico, anche se sarebbe fondamentale conoscere, se possibile, il responsabile del virus, perchè, se sono i cinesi c si sfiorasse minimamente il sospetto di una deliberata contaminazione,il Mondo dovrebbe fare scudo contro quel Paese.Ma oltrepassiamo queste ipotesi, comunque fantasiose, dicevo, e deliranti comunque, il sospetto non giova né vale,del resto gli americani, che avrebbero interesse a dichiararlo, tacciono. Oltretutto anch’essi furono sospettati. Vorrei dire qualcosa su di una conseguenza minuscola di tanto pandemonio ma che vale la pena di essere denunciata, proprio denunciata. Mentre evochiamo l’unità nazionale, cantiamo l’Inno, ci proclamiamo comunità, avvengono fenomeni miserandi, “spregevolucci”, “disgustosetti”, al dunque: amo fare la spesa, è una delle modalità conoscitive insuperabili, si coglie la qualità della merce, l’inganno , il rispetto del cliente, il mutamento dei prezzi, insomma l’andamento economico della società. I 14 marzo, in piena crisi del virus contro di noi e in pieno afflato nazionale, dei bottegai ma non solo dei bottegai anche dei supermercati hanno cresciuto i prezzi. Scendo al dettaglio, è aumentato il prezzo delle arance ,che sono ,come sappiamo, ricche di vitamina e quindi utili in questo periodo, hanno reso introvabile, bottegai e supermercati, l’alcol , non aggiungiamo le mascherine, ignote ai più ma aggiungo un episodio indegno. Un negozio di frutta e verdura da anni, decenni, il sabato pomeriggio vende con un abbassamento sostanziale dei prezzi, uno può fare rifornimento per l’intera settimana, risparmiando e non andando al negozio giornalmente. Bene. I gestori hanno avuto l’ invenzione degradante non solo non soltanto di non non abbassare i prezzi del sabato, addirittura li hanno accresciuti! Ignobili. Colpa grande degli acquirenti. L’angoscia di comprare di questa settimana è stato un caso di fenomenale paranoia, forse giustificata, ma ha messo in pugno ai venditori il coltello dalla parte del manico. Se c’è tanta richiesta, evidente che i prezzi crescono.L’italiano ansioso ha pensato alla carenza della merce ma non ho pensato che se la richiesta cresce per la normale relazione tra domanda e offerta i prezzi aumentano, più c’è richiesta di una merce più la merce è costosa, un acquirente così ansioso, così preoccupato di non avere merce in casa e così angosciato che magari un domani la merce aumenterà di prezzo perché non prenderlo in giro facendo aumentare subito i prezzi! Mentre il cliente si aspettava l’aumento dei prezzi futuri e si riparava dai prezzi futuri accresciuti ha operato in modo da affollare i mercati permettendo al bottegaio di anticipare l’ aumento. Bravi gli uni, ingenui, i compratori, gli altri, cinici, i bottegai. Non è la comunità che cantiamo. Inutile indignarsi, bisogna capire.Ma torniamo a situazioni rilevantissime. Da questo pandemonio, la Cina ne sta uscendo trionfalmente, pare. Ha, ditta, ammorbato il pianeta, volontariamente o non volontariamente, pare uscita dalla propria infezione, gli altri invece la sopportano e la sopporteranno , le conseguenze per l’Occidente sono e saranno temibili, a questo punto, chi si offre a soccorrere l’Occidente e particolarmente noi italiani? Chi? Ma la Cina. Ci ha venduto, non donato, mascherine e respiratori, ci reca i suoi esperti, ci saluta con il suo Presidente, e noi che siamo un Paese senza ancoraggio, colpa anche dell’Europa e di una America che avversa l’Europa, rischiamo di avere per amica un Paese che ci divorerebbe e forse ci ha contaminato! Un argomento troppo dolente per non discuterne specificamente. Ance la Federazione Russa ci avvolge, tenta. Il Presidente Putin ritiene l’Italia costretta dell’Unione Europea e dichiara che se noi uscissimo dall’Unione Europea la Russia sarebbe un sogno possente. Accenno. Sono temi, problemi da vagliare.

Ma voglio chiudere con un altro tema essenziale.La problematica del sistema produttivo sta diventando una questione affrontata , per me lo era di per sé , a parte la crisi odierna, l’immissione di informatica, robotica, dell’intelligenza artificiale imporranno comunque un mutamento del sistema produttivo, ma ora il fatto che stare vicini, inseme è diventato pericoloso, l’uomo, che cerca sempre soluzioni, sta accentuando il lavoro da casa, attraverso operazioni comunicative informatiche e perfino nel mondo del lavoro di fabbrica inventa o inventerà qualcosa del genere, del resto lo stava e sta facendo, la robotica sostituirà i lavoratori associata all’ intelligenza artificiale. Ma il problema è altrove, rischiamo di perdere la comunicazione diretta intra- umana, se tutto diviene digitalizzato e meccanizzato cessa il ruolo delle persone, in campi come l’insegnamento potrebbero avvenire sconvolgimenti radicali, un docente può fare lezione a migliaia di persone e non occorrerebbero aule , organizzazione del personale, consumi vari, ciò è possibile oggi, ma il Morbo dà una spinta estrema alla possibilità, ed in molti campi.Un cammino del genere,oltretutto convenienze per il profitto, è rovinoso per l’occupazione, e non possiamo fondare la soluzione nella carità, nel sussidio, non sarebbe economia dare a vuto, dare senza un contraccambio di lavoro, come attualmente è di moda. Un’economia della carità dell’elargizione a fondo perduto senza corrispettivo di lavoro è la distruzione di un sistema produttivo, dopo qualche tempo il sistema crolla, anche psicologicamente. A questo punto la massa di lavoratori disoccupati devono fare impresa da loro stessi, auto occuparsi, il lavoro divenga il capitale, lavorino quanto necessario per sostenere l’impresa, non hanno salvezza che in loro stessi, l’odierno capitale investe più nelle tecnologie che nell’occupazione, sono i lavoratori stessi facendo imprese che investono sui…lavoratori.. Non c’è alternativa. Il Virus tra le molte sciagure ha mostrato al capitalista la prospettiva di accentuare la sostituzione dei lavoratori. Siano i lavoratori a non sostituirsi!

Author: Cris

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