DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

Editor, Copywriting Cristian Arni

Primo Aprile, pensavamo tutti fosse uno scherzo ma dura da Febbraio, ancor prima altrove, Gennaio e forse prima. No, non è uno scherzo, purtroppo, ma tenendo alta la guardia confidiamo passi presto questa situazione. Il prof. Antonio Saccà oggi ci dice che…

 

 

 

 

 

 di Antonio Saccà

 

Oggi è l’uno di Aprile, dovremmo vivere, sarebbe già la primavera, ma la stagione non corrisponde alla situazione che sperimentiamo, la più tetra dopo la Seconda Guerra Mondiale, le vie d’uscita impedite, sembra, ovunque ci dirigiamo. Vediamo la situazione. Ormai accertato, lo stare in casa con gli altri e la ospedalizzazione tumultuosa hanno aggravato esponenzialmente la contaminazione, in certo modo ci siamo auto infettati. Ci sarebbe da fare un’accusa estrema ai responsabili politici e non politici ma ormai il danno è fatto e bisogna anche riconoscere che la tensione era tale  che errori se ne possono commettere, fondamentale  non commetterne ancora… Resta misteriosa l’origine di questo Virus, si nega che sia un prodotto di laboratorio, è  riconosciuto che nel  1915 cinesi e americani fecero esperimenti appunto su questo Virus in  laboratorio anche se per un altro tipo di influenza, la SARS, credo, si dice che cessarono gli esperimenti. Chi lo assicura? Saperlo avrebbe decisiva rilevanza, perché se è un prodotto di laboratorio di solito si crea anche l’antidoto al prodotto malefico. Chi eventualmente ha suscitato il Virus avrebbe anche il rimedio. Non lo sappiamo, la tesi corrente è quella di animali che la passano all’ uomo, e dall’uomo all’uomo… La circostanza che la nostra popolazione è diffusamente più vecchia di altri paesi contribuisce alla maggiore mortalità? Che i vecchi muoiano più dei giovani è naturale, questo Virus non è che un aggiuntivo? E le donne ed i bambini perché sono meno vulnerabili? Ed gli africani, gli indiani che non hanno minima protezioni sono immunizzati perché sopravvissuti a tante infezioni? In Europa la Germania ha maggiori contaminati di noi e scarsissima mortalità, i paesi nordici vivono come prima. Da capire, da studiare. Che fanno di diverso? Si discute di clima, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna sarebbero inquinati e ciò contribuirebbe al maleficio, anche la Cina…Ipotesi. Di sicuro un morbo si innesta con esiti peggiore dove la situazione è peggiore…

Veniamo alle prospettive. Data la pressione sociale e l’urgenza economica si concepisce la possibilità di ricominciare gradualmente a ridare iniziativa al sistema produttivo e sociale. Si vocifera di cominciare da questo o da quello, una settimane, no, tre settimane, sì, no. Ma la questione consiste nella circostanza che il Virus noi non lo elimineremo, anzi addirittura può ritornare dopo una momentanea eclissi…E’ inevitabile, irriducibile una domanda: è concepibile rianimare la vita sociale e produttiva con i metodi passati: distanza, lavarsi le mani, quarantena dimezzata? Non occorre qualcosa d’altro, se il Virus non è eliminato, qualcosa di protettivo? Certo, potremmo, dovremmo analizzare ciascuno e consentire la vita sociale a chi risulta guarito o sano, si propone un prelievo di sangue, a riguardo…Benissimo…Ma bisogna anche forgiare una tutela, quale che sia, io propendo per una maschera finalizzata a ostruire le vie di accesso, occhi, naso, bocca (si sospetta che vi siano altre possibilità di accesso, vedremo), creare una difesa, anzi: tante difese, tutte le difese realistiche e realizzabili. Ma non esporre la gente alla vita sociale e produttiva indifesa o con le vane difese passate, mascherine da niente, acqua e sapone, distanze… Come ripeto: se si ha consapevolezza che occorre una difesa perché il Virus non sarà sconfitto troveremo la difesa, se aspettiamo che il Virus muoia rischiamo di non vederlo morire, lo anticiperemo noi. COSCIENZA DELLA PERSISTENZA DEL VIRUS E DELLA TUTELA DAL VIRUS, SE VI E’ LA COSCIENZA DELLO SCOPO TROVEREMO I MEZZI. FINO AD OGGI LO SCOPO E’ STATO DI FAR MORIRE IL VIRUS. UN SOGNO ROVINOSO. NO! CONVIVERE CON IL VIRUS; DIFESI DAL VIRUS! SE POI MUORE, CREPI!

Author: Cris

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