DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

a cura del Prof.Antonio Saccà

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna riconoscere che ascoltare delle trasmissioni informative con esperti della questione virale suscita indignazione o preoccupazione o entrambi gli stati d’animo. Dicono oggi quel che dei privati cittadini con professione diversa, nel caso mio, dicono da tempo. Mi riferisco al fatto, sbalorditivo, che i contagi massimi sono avvenuti in casa! Se questo è vero, ed è vero, bisogna mantenere paziente il sistema reattivo per non scoppiare. Ma come fanno degli esperti a non comprendere che chiudere in una casa di 50 ,100 metri più persone senza verificare se qualcuno è infetto significa dannarli all’infezione, peggio che stare fuori! Ma il mirabile viene adesso: il medico che dà la notizia delle infezioni sopra riferita, Prof. Signorelli, credo, del San Raffaele di Milano, aggiunge che tra qualche settimana si comincerà a scaglionare le attività, aprire negozi, cinema, ristoranti o non so che… Un assurdo, la situazione non è cambiata minimamente né cambierà rispetto al passato, il Virus è in circolo e resterà in circolo! Allora, tanto valeva non chiudere! Lavarci le mani lo potevamo fare prima come lo dovremmo fare dopo, la distanza di un metro lo stesso… Che cambia, qual è la novità che porta alla riapertura graduale? Se fu giusto chiudere è una pazzia riaprire: se fu una pazzia chiudere, siamo in pugno ai pazzi… L’unica soluzione è e resta quella di una difesa dal Virus, riaprire con una protezione, una maschera o che altro. La gente si difende dai gas, scende sotto l’acqua e respira, i medici stanno in ambienti asettici con maschere adeguate… e non sappiamo confezionare un marchingegno antivirale! Certo che ascoltare che vi è stato un errore nel chiudere in casa le famiglie, insistere nella clausura, come dichiara la Protezione Civile, e sulla “distanza” (in casa!), e dare il via alle attività protetti dalla distanza e dal lavaggio delle mani, mentre di sicuro il Virus esiste ancora, e non pensare ad una protezione radicale, proprio non pensarci, non ho notizia di qualcuno che concepisca che bisogna concepire uno strumento protettivo portatile…Che dire? Potevamo continuare come prima, lavarci le mani e con un bastone misurare la distanza. Daranno il via alla ripresa muniti di sapone e di un metro. Di una tutela netta non riescono a supporre l’esistenza. E dovrebbe essere lo scopo sacro in questa pandemia babilonica.

Author: Cris

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