DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

Editor, Copywriting Cristian Arni

 

Che colpa abbiamo noi? La vita è Caos! Non tutto è programmabile, nè prevedibile; qui però pare un caos architettato, programmato, e forse qualche colpa la abbiamo, tutti, indistintamente. Qui, dove? In questo nostro tempo, in questa nostra civiltà! Le nostre colpe sono molteplici, toccano le nostre coscienze, non c’è candeggina per esse. Nessuno escluso! Inutile mondarsi con la panacea di un pentimento fine a sè,  se coartiamo a ripetere, o no? Poi la vita è Caos perchè accade da sè, senza necessità di provocazione, e questo in questa società “tecnologizzata” e “scientifica”, è un concetto che non riusciamo più ad accettare, per via della “logica”, ma quale logica si schiuda dietro le nostre azioni, è tutto da scoprire, perchè esse non hanno più il senso del Sacro, del Divino, a cui il Caos dovrebbe rispondere. Ecco allora il sintomo prossimo dello scoramento, della depressione dall’assenza di un Divino, che non è il Papa nella sua rappresentazione “teatrico televisiva” ma più ancora la Fede nella Sacralità della Vita. Così, mi perdoni il Prof. Saccà se introduco questa sua nota preziosa, occupandone lo spazio, ma prendo libertà di far questo per cogliere spunto, dalle sue lodevoli osservazioni (oserei dire: premonizioni), per darne conto come si conviene, un piccolo tributo, un gesto di stima e rispetto nei confronti del Prof. che merita l’attenzione dovuta. E allora, cosa si cela dietro tutto questa “architettura”, dietro questa impalcatura di caos becero, giò non Caos Divino, dentro il quale siamo invorticati? Vedremo, vedremo se e cosa ci darà risposta il seguito delle nostre azioni che come sempre, terremo da conto in questa Rubrica, Diario quotidiano della Peste, del Prof. Antonio Saccà, che ringrazio personalmente e a nome di CHPressOffice e i suoi lettori ed amici, per il tempo che ci dedica e le mirabili riflessioni che siamo onorati di accogliere e pubblicare per Voi tutti.

 

 

 

 

 

a cura del Prof.Antonio Saccà

post nella notte a cavallo tra il 29/30 Marzo 2020

 

 

 

 

 

Cina, India, Pakistan, Africa adottano misure Occidentali

 

Bisogna riconoscere che le direttive sanitarie mondiali sono di evidente realismo e di esempio per l’India, il Pakistan, per la Cina stessa: tenere una distanza di 1 metro, 1,5 ,lavarsi le mani continuamente devono trovare in Africa e in India delle applicazioni immediate, con la disponibilità di acqua che vi è in India e soprattutto in Africa, anzi,  il lavaggio delle mani con adeguati mezzi detersivi sono, ripeto, di un’applicazione immediata, ad ogni angolo di villaggio vi è un  rubinetto con sapone, alcol, gli africani dispongono di acqua  a più non posso e quindi nelle condizioni precisate. Non so chi dirige questi grandi organismi internazionali e quale cognizione del Mondo hanno, certo supporre che gli africani possano depurarsi dal Virus con acqua e sapone e gli indiani con la distanza, pensate l’efficacia… La Cina non è uscita minimamente dal contagio, a quanto si percepisce… A costo di ripetermi in insistenza monotematica, le distanze, il lavaggio delle mani, i detergenti vanno presi in grandissima considerazione, ma il Virus è un’entità che penetra dal naso, dalla bocca, dagli occhi, è concepibile che non riusciamo a impedire questa penetrazione quando impediamo le inalazioni di gas? Il Virus deve essere bloccato, impedito …Diamo soccorso momentaneo alle imprese, ai cittadini, ma non può durare, non può durare, non può durare, se il sistema produttivo non riemerge, in quanto non siamo al riparo dal Virus, vacuo aiutare imprese e cittadini, non lo si può fare che a tempi corti. Trovare un sistema di difesa dalla penetrazione del Virus è questione mortale o vitale. Denaro alle persone ed alle imprese, ma se non si riprende la produzione, siamo perduti, e la produzione si riprende se siamo al sicuro da l Virus, quindi infuriare la ricerca su questa difesa è il cardine della situazione. Altrimenti avremo una emorragia emofiliaca di imprese. Né può continuare la clausura, sarebbe la certificazione dello spegnimento del lavoro. E poi, come ampiamente ho scritto, gli asintomatici rendo problematica la quarantena, ti puoi trovare in casa un asintomatico, un portatore sano ed invece di tutelati ti infetti!  Bisogna concentrare gli sforzi per costituire una difesa dal Virus, oltre i suggerimenti igienici e claustrali. Virus è un organismo, come tale può, deve essere bloccato. Abbiamo schermato dai gas, naso, bocca, occhi, possibile non schermarli dal Virus? O mezzi fulminei come per le zanzare, o che altro ma questo è il compito decisivo. Non elimineremo Virus ma difenderci da Virus. Clausura, igiene servono ma non concludono, lo si è capoto? Ricerca allo spasimo per una difesa, e tornare al lavoro, e tornare a vivere!

 

 

 

 

 

Cosa dobbiamo attenderci

 

Vivremo situazioni inimmaginabili, gli eventi saranno molto peggiori di quelli che temiamo, se ci concentriamo sulla clausura e i sussidi la via è senza uscite, le imprese diventeranno carne da macello, se gli uomini non sono protetti non torneranno al lavoro, non serve battersi tanto per avere denaro, occorre sapere a che volgere il denaro: alla ricerca di forme protettive. Senza le quali …

 

 

 

Trappola per topi

 

29 marzo 2020. Quel che scrivo lo considero io stesso impensabile, tuttavia lo scrivo da tempo: pare che le maggiori infezioni vengano dallo stare chiusi e dagli ospedali! Restare in casa con altre persone suscita possibilità accentuata di contaminazione perché non si ha la certezza che il coesistente o io siamo immuni da Virus, per il che ti chiudi in casa contaminando ed essendo contaminato, davvero offri l’occasione al Virus. Teoricamente prima di chiudere in casa le persone dovremmo accertare che siamo sani, altrimenti è come stare insieme agli scorpioni. Lo stesso gli ospedali, nei quali vi è una estrema condensazione di persone malate, basta poco a infettare. Abbiamo sbagliato tutto? Abbiamo favorito il contagio? Sembra di sì. Lo scrivo da settimane, la clausura non è la soluzione perché possiamo convivere con il malato occulto, l’occulto diffusore. E torno a ripetere: occorre volgere l’attenzione su elementi protettivi dal contagio, maschere, raggi, o che altro. Non possiamo riprendere la vita sociale se non vi è protezione. Per il resto, vi è timore di protesta sociale, di gente sulla china della miseria, viene distribuito denaro, ma non arriva o se arriva vale qualche giorno, questa economia della carità è micidiale, sperpera denaro a fondo perduto, senza futuro, ma fa parte della mentalità del Governo Benefico, molto italiana. Rimane enigmatico che in tanta agitazione spesso eroica ed operosa non ci si dedichi con strenua energia alla ricerca di un mezzo che impedisca la contaminazione. Decisivo per riprendere a vivere. Non esiste? Non è creabile? Lo si dica. Ma ritengo intoccabile che un corpuscolo quale è il Virus non possa trovare le porte sbarrate per entrare in noi!

Author: Cris

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *