Di padre in figlio tra: San Giuseppe, Geppetto, Pinocchio e una legge troppo severa

 

di Cristian Arni

Siamo così giunti al 19 Marzo, ormai passato da un pezzo, San Giuseppe, Festa del papà, con le sue zeppole fritte, o per i più light, al forno, quest’anno dolci proibiti, viste le ultime disposizioni del Sindaco di Roma, Virginia Raggi, per il timore della diffusione da Covid-19, secondo lei i cibi freschi sarebbero vettore di contagio, non sappiamo che dire a riguardo…

Ma la paternità va comunque celebrata, pur se è sempre stata qualcosa di più difficile da stabilire; oggi il test del DNA ci garantisce l’attribuzione della paternità con una notevole dose di certezza.

La posizione dell’uomo a riguardo è sempre stata più debole, la donna l’evidenza l’ha sempre portata in sè, palesemente evidente, difficile mettere in discussione la maternità ad una donna.

Nel Vangelo un personaggio di spicco è proprio San Giuseppe, che aveva sperimentato quanto sopra detto; quando vide che Maria era stata concepita “per opera e virtù dello Spirito Santo”, ma uomo giusto, accolse l’attribuzione Divina del concepimento della sposa. San Giuseppe, è quindi padre putativo di una progenie Divina ed è il simbolo della paternità.

 

 

In “Pinocchio” di Collodi, la paternità è vissuta in un altro modo ancora:  Geppetto, povero falegname che viveva solo e non aveva figli, si fabbricò un burattino che prese vita grazie alla Fata Turchina, che animò il “pezzo di legno” che il vecchio ricevette da Mastro Ciliegia. Sarà poi carne e sangue, l’altro miracolo che consentì all’uomo la paternità, anche qui se vogliamo, putativa.

C’è poi un altro ambito dove la paternità fa valere il proprio Diritto, quello dell’ingegno e dell’intelletto umano a cui attribuire la paternità di un’opera, che sia uomo o donna si parla di paternità dell’opera, per la tutela dei Diritti d’autore.

Così, in questa festa si celebra quanto di più naturale possa esserci: la paternità, anche se purtroppo ci saranno moltissimi uomini che questa opportunità non l’avranno perchè la Legge sottrae loro il diritto della patria potestà. Si vedono allontanati i propri figli senza la possibilità di avvicinarli, nonostante la condotta paterna sia stata ineccepibile.

Tornando indietro, ai tempi della Bibbia, sotto la croce saranno donne a reclamare quel figlio martoriato, lacerato dalle privazioni e vessazioni fisiche; ecco, in quel momento, San Giuseppe è tagliato fuori di scena, in quel momento la patria potestà torna a Lui, al Padre.

Ma qui, nel contemporaneo, i figli negati non tornano ai tanti padri che sono considerati, a torto, genitori di serie B, o peggio ancora dei “non genirori”.

Spesso ci sono storie di figli sottratti e padri allontanati in condizioni umilianti, in situazioni socio economiche, difficili.

A tutti quegli uomini è impedito anche solo il calore di un abbraccio e di gioire dei propri figli proprio nel giorno loro dedicato.

Purtroppo in questo la Legge è impietosa e lascia veramente poco, se non nullo, margine di azione all’uomo, al padre. Così si perde il figlio, la patria potestà con tutto quanto ne consegue, e sono molti gli uomini in circostanze del genere; parliamo di tantissimi casi la cui paternità è sospesa a mezz’aria, in un limbo, per non dire inferno, per l’inerzia di un sistema di leggi, che impigrisce la spinta verso un equilibrio che garantisca al padre, l’esercizio dei propri diritti e non solo doveri.

 

 

Si assiste così ad un assurdo e ostinato allontanamento del figlio, senza possibilità alcuna di validare il proprio Diritto di genitore.

Tanti gli uomini in tutto il mondo che vivono questo giorno con dolore e tristezza, lo sanno bene quelle tante donne che, tutelate dalla Legge, non dimostrano alcuna sensibilità e umanità nei confronti dei padri dei loro figli.

Donne, ex mogli, madri che sottraggono legalmente qualcuno perchè stabilito dalla Legge, una Legge affatto equa, obsoleta, che andrebbe sicuramente rivista.

Sottraendo alla paternità il proprio ruolo reclamano ed affermano la propria emancipazione, ancora una volta in una posizione di mantenute economiche.

Oggi sono tanti i San Giuseppe allontanati dai propri figli, prosciugati nell’animo, nel cuore e nelle proprie sostanze, schiavi di una Legge che li obbliga severamente alla rinuncia, di cui le beneficiarie sono solo loro: le donne.

Noi vogliamo esprimere in questo giorno di festa, la nostra solidarietà a tutti i papà del mondo che vivono in queste tremende circostanze la propria paternità, con l’augurio che prima o poi possano riabbracciare i propri figli.

 

Foto LaPresse/Nicolò Campo
25/11/2018 Torino (Italia)
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Author: Cris

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