Confucio era ben altra cosa!

DIARIO DELLA RISORGENZA E DELLA GRANDE PESTE

 

di Antonio Saccà

 

 

 

 

Non so dimostrare una eventuale offensiva della Cina verso tutto il Mondo per indebolire gran parte delle nazioni ed acquistare a basso costo le imprese, palazzi, quant’altro. Vado per deduzione. La Cina si trova in una condizione paradossale, mediante il commercio di cui è la dominatrice planetaria ha raggranellato immensi capitali, proprio immensi, ora i capitali devono essere piazzati utilmente se no si rendono maligni, deperiscono, potrebbe, la Cina, impegnarli all’interno, ma è assai vantaggioso, anche strategicamente, volgerli al mercato esterno (Via della Seta). In ogni caso, deve investire. Al presente ha un’occasione aurea per questi scopi di investimento, moltissime imprese, piccole, medie, grandi si trovano e si troveranno in difficoltà, talvolta lo erano ma le difficoltà sono adesso esaltate. La Cina è pronta ad acquistare. In Italia, mi riferisco in specie ad essa, vi sono addirittura siti del genere: venderefacileaicinesi, nel bresciano, e palazzi, alberghi, negozi, nella zona presa a morsi dalla pandemia, risultano svenduti, non venduti…ai cinesi! Non posso dimostrare che la pandemia venga da un accordo dei cinesi con l’ Organizzazione Mondiale della Sanità per infliggere ai paesi occidentali un colpo semi mortale, questo non lo posso dimostrare, posso mostrare che nei fatti abbiamo questo risultato, sia voluta o meno ,questa pandemia suscita il risultato detto, consente alla Cina che urgeva dalla necessità di investire gli immani capitali…di investirli, vantaggiosissimamente, con l’Occidente, l’Italia in particolare, che svende, e la Cina che acquista. Tali i fatti. L’Italia, peggio della Grecia anni trascorsi, è il Paese più vulnerabile, più comprabile da capitali sfarzosi ed inerti quali i capitali cinesi, ed infatti ci comprano. Possiamo supporre che nel nostro Paese vi siano forze politiche e non politiche, gruppi, entità, i quali, d’accordo con la Cina, favoriscono l’acquisto da parte della Cina o altri gruppi delle nostre imprese e che cercano in tutti i modi di ritardare la possibile “ripresa “e perfino la guarigione dal Virus in maniera che le nostre imprese tracollino e vengano pagate spicciolini consentendo uno strepitoso vantaggio  al compratore, la Cina, per ipotesi. La quale ovviamente ricompenserà gli abilissimi provocatori della nostra rovina? Non so dimostrarlo. So mostrarlo oggettivamente, come si diceva negli anni Cinquanta. Oggettivamente sta accadendo proprio quanto descrivo: tutto da noi è ritardato, le imprese periscono, i cinesi, ed altri, acquistano al minimo di costo. Proviene, tutto ciò, da un patto paradiabolico tra Organizzazione Mondiale della Sanità, Cina e taluni paesi, ad esempio l’Italia, che al loro interno avrebbero chi fomenta questo evento? Non lo so dimostrare, colgo in quel che sta accadendo un sincronismo così coerente per una logica del tutto razionalista da farmi apparire dimostrato ciò che soltanto esposto. Mi limito ad esporlo. Di sicuro non ci ha giovato il ritardo di talune cruciali informazioni sull’inizio della epidemia, certe cure fornite ai nostri ospedali dai cinesi, materiale sanitario sbagliato, direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dannose, ma non dico oltre, gli Stati Uniti affronteranno la questione e ne sapremo fin troppo, vi sarà un conflitto sull’argomento degno della Guerra Fredda. Ripeto, mi limito ai fatti, all’oggettività, siamo in vendita agli AfroCinesi, demograficamente agli africani, economicamente e politicamente, ai cinesi, e ad altri gruppi locali. Ma perché lo scopo vada a buon fine occorre che il Morbo persista, i tempi si allunghino, le imprese falliscano, le promesse restino promesse, si dia qualche elemosina di Stato, le imprese non si attivino, i fallimenti si potenzino, le complicazioni buropolitiche imperversino. Il che, lo ribadisco, sta avvenendo, quale che sia lo scopo finale. E’ inconcepibile che un Paese che ripete, per voce dei governanti, di tutelare la salute, non  abbia ancora mascherine nelle Farmacia, non dia un soldo alle imprese, non fornisca maschere chirurgiche alla Lombardia, sottoponga le imprese a riordini costosi, complicati, volgendoli alla chiusura, non supporti ritrovati(plasma) che sembrano opportuni, mitizzi vaccini inesistenti e lontani…E stia pronto (e lo vedremo!) a rimettere la Lombardia in quarantena (lo vedremo!!!) giacché se  quanto scrivo ha una sua logica “motivata” se non dimostrata, vulnerare la Lombardia è lo scopo vero della politica odierna italiana cavalcando il Virus. E’ una “malattia” contro il Lombardoveneto! Cosi nei fatti, ignoro lo sia nelle intenzioni. Nei fatti è una guerra contro il Lombardoveneto. E mi inoltro nella pennellatura più raffinata nel quadro che ho messo in vista: la teorizzazione del distanziamento sociale. Credo di essere stato il primo a dichiarare, se non l’unico, non ha importanza, che il distanziamento sociale è una misura politica classica dei sistemi totalitari o dittatoriali, i quali non vogliono che la gente parli, comunichi, stia insieme. Nella visione paranoica specifica dei sistemi totalitari o dittatoriali tutti sono sospettati di tutto, tre persone che si incontrano costruiscono una congiura. Ebbene, il sistema paranoico si sta attuando in Italia, il divieto di assembramento è una misura paranoicototalitaria, e contraddice se stessa, giacché se il distanziamento vale, che si svolga tra cinque persone o cinquecento persone deve valere similmente, insomma se c’è distanziamento non può esserci assembramento!  Invece ieri, 6 maggio, vengono multati imprenditori che in Piazza del Duomo, a Milano, ben distanziati, manifestavano ravano per l’urgenza delle riaperture. Si multa la protesta o l’assembramento? Giocare sulla libertà in nome di una falsa tutela della salute è strategia totalitaria (in passato il dissidente era pazzo, oggi “contamina”). Ma si va otre, Si ipotizza di recludere i “positivi”, si sospetta che in taluni cerotti antivirali vi siano chip  idonei a controllare ogni istante della nostra esistenza…Non mi estendo in questo terreno, è certo che vi è un conflitto tra statalismo che cerca il controllo totale della società anche delle imprese, (con l’ipotesi di entrare nella gestione delle imprese aiutate!),  una concezione totalitaria che rende il cittadino in  completa sottomissione dello Stato, paralizzato nell’iniziativa imprenditoriale, sarebbe il trionfo della buropolitica alla cinese, questa visione, dicevo, è in conflitto con il mondo vario, attivo, laborioso dell’imprenditorialità, che poi le piccole e medie imprese devono comprendere che vi sono organismi produttivi giganteschi, e interrogarsi sul loro futuro, è altra questione.

Una società di pochi che lavorano, molti che sono mantenuti solo nella sussistenza con il soccorso, ed il ricatto, dello Stato, una società in cui non vi sia possibilità associativa, questo il disegno, una società sotto legge di tutela della salute per impedire al cittadino movimento, questo il disegno, una società in fallimento, acquistabile a basso costo, questo il disegno, un cittadino senza autosufficienza ma dipendente dalla carità di Stato, quindi ammutolito, questo il disegno. Ma gli italiani vogliono lavorare, vivere del “proprio” lavoro, fare non aspettare la carità, si cerca di ostacolarli con molteplici angherie e tagliole, ogni giorno crescono le regole, una selva di regole delle regole, di osservanze sulle osservanze. Non sarà facile snodare questi lacci, stanno pronti a dichiarare che il morbo non finito, che dobbiamo tornare a casa (o reclusi) e mai assembrare(!). Sotto schiaffo della paura da contagio, siamo osservanti. Taluno perfino non spettava che l’ORDINE DEL PADRE, la mano della Legge, il godimento dell’obbedienza, e l’occasione di schiavizzare gli altri della propria schiavitù, esercitare sugli altri la prepotenza a cui si obbedisce…Gente che ti grida in strada; Metta la mascherina!…Ma esiste una grande Italia che vuol la libertà di lavorare operosamente, per fare non soltanto obbedire ad un neoconfucianesimo all’italiana che sotto il primato delle regole ,della tutela della salute, vuole il dominio della buropolitica ossia regole senza autonomia, senza  operosità. Il controllo sociale sulle trasformazioni in atto non può attraversare questo passaggio mortuario. Non è questo il modo per controllare una società in epoca di trasformazione tecnologica. Non si possono risolvere la disoccupazione da tecnologia ed i problemi ambientali con la diminuzione delle imprese e la disoccupazione assistita. Sono problemi che oltrepassano il momento virale. L’ida di una ampia disoccupazione assistita a livello di semi povertà sarebbe il decadimento sociale. In fondo è questo il “progetto” di certe parti politiche non solo italiane. Credono di salvare l’ambiente uccidendo le imprese e di risolvere la disoccupazione da tecnologia con l’assistenza. Sono temi che oltrepassano il nostro momento di crisi. Ma vanno affrontati. Ora, solo un cenno.

Author: Cris

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