Chi fa la spia non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù…

Introduzione, Editor e Copy Cristian Arni

 

 

 

Dunque, siamo giunto allo “sblocco” delle norme di contenimento della pandemia, la fase 2 è in corso tra polemiche, disobbedienti e stretti osservanti delle norme di comportamento sociale per la tutela della salute. Il Governo a piccoli passi apre le “tapparelle” a far entrare un po’ di luce nell’oscurità di una situazione ancora tutta da decifrare, serviranno anni forse per digerire quanto abbiamo vissuto e quanto ancora stiamo in parte vivendo. E il mondo del lavoro? L’impresa? La produzione? Il turismo? La Cultura? Come stanno i nostri comparti produttivi ed economici? Hanno purtroppo contratto anche loro il Covid-19 ! Intanto si fanno prove tecniche di ritorno alla “normalità”, cosa sia normale in queste circostanze è cosa ancora da capire; comunque in tutto ciò la stagione avanza, la gente ha voglia, giustamente di stare all’aria aperta, respirare, seppure con le mascherine, prendere un po’ di sole, insomma: l’estate è ormai qui! Sarà impegnativo gestire la vitalità e la solarità italiana, sarà impegnativo fare un check di tutto e tutti secondo le disposizioni del Governo anti assembramento, è difficile seguire pedissequamente quanto ci viene indicato, diciamocelo, la vita scorre, è vero la prevenzione, è vero l’attenzione a non istigare il virus a tornare in circolazione tra noi, è vero stare attenti gli un gli altri, ma diventa, rischia di diventare complesso muoversi meccanicamente, almeno non è da tutti questa capacità iper- vigilante su sè e allora?! Allora ci pensa il Governo! Manderà tra noi dei “vigilantes”, un po’ come nel film di Ridley Scott, “Blade Runner”, a segnalare i trasgressori, a rimproverarli, a multarli…ci domandiamo se per gli “irregolari” scatterà anche il penitenziario o qualche Istituto di addestramento sociale. Insomma c’è chi vede in questa nuova figura altamente “professionale” e s-qualificata, una specie di spione, pronto a coglierti sul fatto, vi pare normale? E potrebbe essere proprio uno di noi, o di voi, qualcuno che le regole non le rispetta in prima persona e che anzi, le contesta anche, qualcuno che ci è magari vicino o addirittura prossimo, se non noi stessi in cerca di riscatto sociale, di riparazione ai torti ricevuti fin qui, qualcuno mosso da necessità è “virtù”, quindi occhio…perchè come sanno bene gli “yankees” , maestri della sorveglianza tout- court: “Neighboor watch you”, che tradotto letteralmente significa:”Il vicino ti osserva”!

 

 

 

DIARIO DELLA RISORGENZA E DELLA BUROPOLITICA

 

 

 

 

 

di ANTONIO SACCA’

 

Per comprendere la situazione nel nostro Paese basta considerare una recentissima decisione: aumentare il numero dei sorveglianti delle regole, un supplemento di tutori dell’ordine; dovrebbero osservare, controllare, punire, eventualmente, i trasgressori delle mascherine, del distanziamento sociale e quant’altro. Siamo al ribaltamento, si cerca di imporre misure sbagliate e anche di condannare, invece di riconoscere sbagliate le misure. Dico: misure sbagliate, perché sono afflittive della imprenditorialità. Ignoro se proteggono dal contagio, di certo rovinano l’economia. Coloro che governano, avendo compreso che sono regole inosservabili e dannose, oltretutto, si rifugiano nell’autoritarismo, rifugio di coloro che non sanno governare ma impongono il governo. La situazione si complica e diventa ragione di tensioni sociali asprissime, il gruppo, diciamo, la categoria, meglio ancora, che verrà distrutta da queste misure è il ceto medio imprenditoriale, il piccolo negozio, il piccolo bar, il piccolo ristorante, non possono rispettare le regole, rispettandole fallirebbero.

C’è qualcuno che ascolta queste voci, o vengono emanate disposizioni al buio, per fingere ordinamenti, ma controsenso? Il piccolo, medio locale con queste regole di distanza, perisce, ed il grande locale si decurta. È la verità! Inconfutabile. Ed è vano, scorretto trasformare un problema sociale in problema di ordine pubblico. Lasciamo ai sistemi totalitari questa trovata, ritenere pazzo colui che protesta, oggi lo riteniamo attentatore alla salute pubblica. No, è solo uno sventurato imprenditore che non vuole rispettare regole che lo conducono al fallimento. Oltretutto non dandogli il denaro promesso. Insisto, non è concepibile che non si abbia la possibilità di capire se un individuo sia o non sia malato: tamponi, siero, misura della temperatura serviranno a qualcosa! La cura con il plasma, è positiva? Tra cure e accertamenti, possibile che non si possa dare il via libera ai cittadini? Non liberi tutti, ma liberi dopo accertamenti e possibilità di cure. Il cittadino si rassicurerebbe e tornerebbe al ristorante, al bar, ma se deve distanziarsi, tenere la maschera, ne verrà inevitabilmente tensione trasgressiva e l’idea di venire sanzionato accrescerà la tensione. Vi è urto tra società e ceto politico di governo, radicale, quest’ultimo vuole troppo categoricamente stringere cittadini e imprenditori. Per difendere la salute, proclama, credo vi siano altri modi per difendere la salute senza uccidere l’economia.

In note precedenti ho indicato varie modalità di imprese, ne aggiungo una che dovrebbe essere risolutiva, a parte l’impresa di lavoratori, del cittadino imprenditore che si autotutela insieme agli altri e scambia servizi, aiuto, merci e così via…..Ne ho scritto. Aggiungo l’Impresa Pattizia, l’impresa nella quale lavoratori e proprietario agiscono su orari, salari, stipendi, profitto in modo da salvare occupazione e impresa. Se devono abbassare stipendi, profitto, salari ed aumentare l’orario di lavoro, sia! Stiamo in tempi irregolari, vanno giocate tutte le variabili. Queste è il punto essenziale, giocare tutte le variabili pur di dare occupazione e sopravvivenza. Anche tornare al baratto delle prestazioni, all’abbassamento minimo dei prezzi e dei costi. Non è tempo di regole ferme, di diritti stabilizzati. Forme di mutuo soccorso, abbassare costi e prezzi e scambiare, non è tempo di profitti e di gente alla fame, ripeto, abbassare i prezzi, i costi, i profitti e scambiare anche con il baratto delle prestazioni, io ti faccio una cosa, tu un’atra. Tutta la società deve animarsi, lavorare, produrre, scambiare, tutela di salute non antimprenditoriale, il distanziamento sociale è una messa da morto per le imprese, occorrono altre soluzioni, se non esistono, facciamole esistere, e scateniamoci nel lavoro, in tutte le modalità. Associazionismo nazionale al di là dei partiti, la società civile prevalga sulla politica come è oggi. Si autoprotegga con il pandemonio imprenditoriale. Lavorare oltre ogni sforzo. O ci salviamo come società civile o saremo comprati a saldo dalla malavita e dagli stranieri gialli. Facciamo impresa, abbassiamo costi e prezzi, scambiamo, lavoriamo insostabilmente, dobbiamo salvarci da noi, non aspettiamo salvezza né dall’Europa, ma se ci aiuta, bene, né dal Governo, anzi impeditivo, grandi lavori, la società prema per i grandi lavori, irrinunciabili.

Intanto l’usura e la malavita offrono e divorano, il cinese è dietro la porta, le banche hanno ottenuto la liberazione di responsabilità nel consegnare denaro a chi forse non lo restituirà, il che provoca assoluzione di fallimenti bancari e dei nostri risparmi, garantiti da uno Stato che può a sua volta fallire! Stiamo complicando situazioni complesse, temo che in maniera tale che poi scioglierle sarà un precipizio. Suppongo che stipendi, pensioni e risparmi saranno mirati. Dobbiamo tornare in pugno a noi stessi, autogovernarci con le iniziative imprenditoriali. Bisogna ridare al lavoro il primato.

A parte rari casi, ogni retribuzione esiga lavoro. Se diventiamo la patria del lavoro, risorgeremo. Recintiamo la malattia, non deve essere al centro del palcoscenico. Oggi si recita con protagonisti la Signora Impresa, il Signor Lavoro.

Author: Cris

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