Chi era Lisa Montgomery

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

 

Meritava di morire la donna assassina che nel 2004 fu protagonista di un omicidio terrificante?

 

 

 

La mattina del 13 Gennaio, un giorno dopo rispetto a quanto avevano riportato i Media italiani tra Natale e Capodanno, Lisa Montgomery è stata giustiziata con una iniezione letale.

La donna si era resa protagonista di un terribile omicidio nel 2004, nello Stato del Missouri, dove si recò con la scusa di andare a prendere un cane a casa di quella che sarebbe stata la sua vittima, una donna di 23 anni in cinta di nome Bobbie Jo Stinnet.

Una volta in loco la Montgomery ha soffocato la Stinnet, prelevato il feto dal ventre aperto con un taglio lasciando morire la vittima dissanguata. Questo il terribile epilogo.

Dal Kansas quindi, la donna si sarebbe recata in Missouri dove avrebbe consumato il suo crimine, poi incarcerata in Texas preliminarmente, infine giustiziata in Indiana.

Erano 17 anni che negli Stati Uniti non si aveva una esecuzione capitale, e la donna giustiziata il 13 Gennaio era la prima donna condannata a morte da un tribunale federale da 70 anni.

L’iniezione letale eseguita alla donna ha posto fine così ad una vita spezzata, una vita di violenze, abusi, torture, umiliazioni da parte di una “famiglia” che l’ha uccisa dentro.

 

 

Mi sono imbattuto casualmente in questa storia leggendo un articoletto di spalla su un noto sito di informazione italiano, fu tra Natale e Capodanno.

La storia riportata era raccapricciante, subito il giudizio morale diede contro al carnefice, del resto come non reagire in questo modo?!

Al momento quindi, diedi il peso alla vicenda che meritava: una notizia di cronaca che proveniva dall’altra parte del mondo, come ce ne sono tante, una ogni milione, bollando subito il carnefice come terribile killer.

Badate bene, la Montgomery era una killer, aveva commesso un atto atroce, condannabilissimo, ma meritava per questo di morire?

Erano 70 anni che una donna non veniva giustiziata in America del Nord, dove ancora, in alcuni Stati vige la pena capitale; erano 17 anni che, con una moratoria non scritta, non c’erano esecuzioni capitali.

 

 

Successivamente ripensai a quell’articolo e che alla data dell’esecuzione sarebbero mancati pochi giorni, non perchè ma mi tornò alla mente la vicenda di quella donna. Scuote sempre sentire certe notizie e sapere che qualcuno verrà giustiziato, che nel 2020 ancora esiste la pena capitale da qualche parte su questo pianeta.

Poi qualche giorno dopo nuovamente: mi ritrovai a leggere un trafiletto di poche righe, come un take di Agenzia riportato alla bene e meglio, sempre sullo stesso sito di informazione dove appresi la notizia; la notizia diceva che la pena sarebbe stata sospesa per effettuare una perizia psichiatrica alla donna e comprendere così se fosse capace di intendere e volere.

 

 

 

 

Non so perchè, ma in un certo senso provai sollievo e mi tornarono alla mente i tanti film in cui si parla di pena capitale, tra tutti “Il miglio verde”, ma tornò alla mente anche un altro film, per la verità più il libro da cui fu tratto, a sua volta riportava un fatto di cronaca di una brutalità agghiacciante, “A sangue freddo” di Truman Capote, dove due balordi sterminarono una famiglia intera, appunto a sangue freddo, in una fattoria del Kansas.

Allora era il 1959, ma alcune analogie legano le due vicende, sebbene la natura dei fatti è diversa.

E così, è di pochi giorni fa la notizia che mi colse impreparato: Lisa Montgomery è stata giustiziata mediante iniezione letale.

Qualcosa deve essere andato storto, qualcosa non mi è quadrato, perchè dapprima si era sospesa la pena per una perizia psichiatrica, che poi lo stesso Media aveva riportato che la donna non fu giustiziata prima per il sopraggiungere della pandemia da Covid.

Destino assurdo e beffardo quello di questa vicenda, delle sue vittime e dei protagonisti, come usciti da un romanzo nero dello stesso Capote, ma invece no, è realtà, è tutto vero!

E’ vero che la Corte Suprema, per oltre la metà conservatrice, dietro pressioni del Dipartimento di Giustizia, abbia avuto ripensamenti circa le decisioni prese in precedenza nei confronti della donna condannata.

Niente da fare, nè Covid, nè perizia psichiatrica hanno potuto rimandare l’esecuzione, nemmeno fino all’insediamento del neo eletto presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il quale sarebbe favorevole a fermare la pena capitale, che invece il presidente uscente, Donald Trump, ha ripreso proprio in piena pandemia, a Luglio del ’20.

Parlando con una persona cara discorrevamo del fatto che la donna si era macchiata di un delitto tremendo e, sebbene io sia refrattario alla pena capitale, pure non riuscivo proprio a tollerare o giustificare un atto tanto esecrabile.

La persona con la quale stavo ragionando mi faceva notare che dietro un fatto del genere, dietro un atto simile, si dovesse nascondere chissà quale sofferenza e dolore, chissà quale storia e quale passato.

Poi, in ultima analisi, mi sono imbattuto del tutto casualmente in un programma Tv sui canali nazionali dove stavano riportando la storia della donna giustiziata, riportavano il suo passato, la sua vicenda, la sua storia terrificante e rimasi a bocca aperta.

Ora il Dipartimento di Giustizia americano ha avuta la meglio così la Corte Suprema ha potuto “deliberare” la sua sentenza definitiva applicandola e il Presidente degli Stati Uniti uscente ha riaperto alle esecuzioni capitali.

Ebbene: quale sarà a questo punto il destino di un’America sempre più provata da tante lacerazioni e strappi interni? Sfidiamo che Donald Trump abbia letto personalmente il dossier di Lisa Montgomery, come sfidiamo il fatto che si sia soffermato a leggerne la storia, una storia di abusi, quindi chi per lui e lui in quanto applicatore di una Legge abominevole come quella della pena capitale, dovranno rendersi conto che per quanto efferato possa essere un reato bisogna conoscere le circostanze reali per le quali una persona è stata portata ad agire in maniera tanto cruenta, ma questo è un sistema spietato e forse non troverà mai applicazione la Legge del buon senso.

Author: Cris

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