C’è fermento nel firmamento del 21/12

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

Tra le stelle del 21/12, data palindroma, ci si avvia dall’oscurità verso la luce. Tra celebrazioni per il Solstizio d’Inverno e quelle prossime del Natale. 

 

 

 

 

 

 

Ci siamo! Da poche ore è scattata l’ora X: oggi 21 dicembre alle 10.02 ora italiana siamo entrati in Inverno, l’appuntamento con il Solstizio per celebrare il Sol Invictus.

Abbiamo quindi attraversato la notte più lunga dell’anno, il buio ha prevalso sulle ore di luce ma a questo si aggiungerà un ulteriore fenomeno astronomico, che non si ripeteva dai tempi di Galileo, e che capita ogni 800 anni: se il 2020 è stato riconosciuto in tutto il pianeta come un anno possiamo però anche dire che qualche piccolo merito o soddisfazione non sono mancate come il regalo di un raro, quanto imperdibile evento. uno spettacolo del cielo: la congiunzione di due pianeti quali Giove e Saturno; sarà una congiunzione tale che parranno una stella sola, una grande, luminosa stella, come quella che seguirono i Magi, che indicò loro la via per Betlemme.

Dato che il Sole raggiungerà il punto di minima altezza rispetto all’Equatore, le ore di luce saranno appena 9; da noi, nell’emisfero boreale si avrà così il giorno più buio dell’anno, di contro, nell’emisfero australe sarà invece il giorno più lungo; mentre a Nord dell’equatore avrà inizio la stagione fredda, a Sud della linea equatoriale inizierà l’Estate australe.

Tutto ciò coincide con il momento culminante della notte Polare ma anche il limite oltre il quale, lentamente, a piccoli passi, le giornate tornano ad allungarsi. Ecco perchè questo periodo dell’anno ha sempre avuto una grande importanza nella storia dell’umanità, perchè rappresenta la vittoria della luce sull’oscurità.

 

 

 

Il Solstizio d’Inverno da Stonehenge all’antica Roma ed oltre:

 

 

Le celebrazioni e i festeggiamenti, in occasione di questo particolare periodo del calendario astronomico, si perdono nella notte dei tempi; a partire dal sito neolitico di Stonehenge, in Inghilterra, dove ogni anno, in occasione del Solstizio estivo e di quello invernale, si danno appuntamento migliaia di appassionati, curiosi e turisti per assistere al sorgere del Sole che, a seconda del momento dell’anno, raggiunge la sua minima o massima altezza sull’orizzonte tanto, da apparire immobile in cielo. Si hanno così: il giorno più lungo e quello più corto dell’anno.

Mentre nella notte più lunga dell’anno un raggio di luce penetra l’oscurità alle latitudini boreali, nei diversi siti megalitici questo significa qualcosa di speciale, qualcosa che ha a che fare con l’allineamento degli astri, infatti: sia il sito di Stonehenge, che quello irlandese di Newgrange, diventano appunto meta di pellegrinaggio per folle di appassionati.

Si può dire che i due siti, come altri sparsi sul pianeta, a tutte le latitudini, comprese le grandi Piramidi Egizie, i siti dell’America latina, quali ad esempio le Piramidi Azteche o il sito di Machu Pichu, sono dei veri e propri calendari solari, astronomici; infatti, come nel caso di Newgrange, nella notte più lunga dell’anno, quando sopraggiunge l’alba, il sole penetra in profondità dalla volta principale del sito, per attraversare fino in profondità, la camera sepolcrale, volutamente costruito con la concezione che il Sole faccia breccia nel buio, secondo calcoli precisi. E questo accadde millenni fa.

“Avvicinandoci” più a noi, diciamo così, arriviamo nell’antica Roma dove si celebravano i Saturnali dal 17 al 23 dicembre, in onore di Saturno, Dio dell’età dell’oro, epoca che si riferisce a quando gli uomini vivevano felici, nell’abbondanza ed uguaglianza, anche in quell’occasione si usava scambiarsi auguri e doni.

In seguito fu l’imperatore Aureliano ad istituire il culto del Sol Invictus, ossia del Sole invincibile, nel giorno in cui oggi si celebra il nostro Natale, ossia il 25 dicembre.

 

 

 

 

Proseguendo osserviamo come nella tradizione germanica e celtica il Solstizio d’Inverno coincidesse con la festa di Yule: benchè si tratta di culti pagani e neopagani, pure sono diverse le affinità con il Natale, da cui molto probabilmente sono da rintracciarsi le origini della festività cristiana.

Nella ricorrenza con la festa di Yule venivano accesi fuochi, si banchettava e si usa il vischio, che poi è uno dei simboli legati al Natale. Ma cambiando continente e latitudine ritroviamo celebrazioni correlate al mese di Dicembre e al Solstizio d’Inverno anche in: India, Cina e Giappone, come anche nell’antica Persia, odierno Iran.

 

Author: Cris

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