Carla Fracci: una vita in punta di piedi.

 

 

 

 

di Cristian Arni

 

 

La sua vita potrebbe essere una favola di altri tempi eppure pare sia tutto vero, e per di più nel nostro tempo.

 

Carla Fracci non c’è più! La prima ballerina assoluta del XX secolo, insignita nel 1981 dal New York Times, si è spenta nella sua Milano, dopo una lunga malattia.

Sembra impossibile, ha dell’incredibile ogni qual volta un grande personaggio ci lascia, è stato così ultimamente con il lutto nel mondo della musica per la scomparsa del Maestro Franco Battiato, ora purtroppo è la volta della Danza.

La regina indiscussa del Balletto è uscita di scena in maniera discreta lasciando ora una voragine nel mondo della danza classica non solo italiana ma internazionale.

Leggera come l’aria, più lieve di un respiro, le umili origini di Carla Fracci la vedono figlia di un tramviere ed un’operaia, che però intraprende gli studi di danza classica al Teatro alla Scala di Milano dove si diploma nel 1954 per diventare danzatrice solista nel 1956 e due anni più tardi, è il 1958 ne diventa prima ballerina.

Dicevamo della sua leggerezza, della sua levità che l’hanno vista volteggiare sulle punte o saltare elegantemente sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, accompagnata da primi ballerini altrettanto importanti e conosciuti internazionalmente quali: Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu, Alexander Godunov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Roberto Bolle e tantissimi altri…

Milano è la sua città, la città del suo debutto di danzatrice, lei che proveniva da una famiglia di umili origini, il padre tramviere e la madre operaia eppure, Carla Fracci diverrà l’icona che tutti abbiamo imparato a conoscere e ad amare, passando così da un ambiente intimo e modesto, alle ribalte e al clamore mondiale.

Certo il salto è stato degno di lei, che a passi danza è balzata nelle nostre vite. La sua emancipazione sociale l’ha proiettata così da una realtà ad un’altra, diametralmente opposta.

Ora ci ha lasciati…la Fracci è svanita, verso l’alto della volta teatrale, lasciando le scenografie vuote nella loro illusione prospettica, ma noi la vedremo ancora per molto tempo là, sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi ora nei panni di Giselle, ora in quelli de la Silfide, Giulietta, Odette/Odile, e via così ad una carrellata di personaggi danzando fino ad età avanzata.

Nonostante la sua immagine esile e fragile Carla Fracci era dotata di una tecnica e di una tenacia formidabili; un corpo temprato sulle punte, la dedizione allo studio per l’affinamento della tecnica senza mai appesantire i suoi movimenti o rendere rigidi e freddi suoi passi, altresì elegante ed aggraziata senza mai risultare stucchevole, la dolcezza del suo viso emanava calore.

La sua emancipazione sociale l’ha proiettata così da una realtà ad un’altra diametralmente opposta.

L’avremmo voluta tenere sempre con noi, ma no, nulla da fare, la sua leggerezza l’ha portata via, lontano, avvolta nel tulle del suo candido tutù con le sue scarpette da punta bianche rivestite di raso o setate, ma la vita più prosaicamente, come solo lei sa essere, ha rapito l’etoile internazionale, dopo una lunga malattia, come qualsiasi altro comune mortale e ce l’ha portata via.

Cosa non ha danzato Carla Fracci, con chi non ha danzato, o potremmo anche dire: chi non ha danzato con Carla Fracci, punto di riferimento di generazioni di danzatrici, ballerine, aspiranti etoile che in lei hanno sempre trovato ispirazione.

Con il suo modo gentile, il suo parlare leggero, come lei era leggera, il sorriso pacato, sempre radioso, mai sfacciata o plateale e quegli occhi dallo sguardo profondo e gentile, ha sempre comunicato una gran serenità d’animo, appariva di carattere gentile, che si rifletteva nel suo stile di ballo, ma non per questo meno risultava meno incisiva od energica, ecco…

Oggi ci lascia un’eredità immensa di interpretazioni e ruoli ma anche di umanità, onorificenze, insegnamenti che le nuove generazioni di danzatori dovranno cogliere come opportunità per evolvere e prepararsi, non a competere con Carla Fracci, inarrivabile, ma a meritare di coprire quel vuoto immenso da lei lasciato, per fare questo però occorrono: studio, dedizione ed umiltà.

Author: Cris

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