Capo- giro di affari: “mascherina – gate”, molte irregolarità a danno della salute pubblica

di Cristian Arni

 

 

 

 

Continua la debacle delle mascherine, nell’ incertezza di un loro prezzo che soddisfi tutti, già contestano quanto il Governo ha indicato come importo per singolo dispositivo per calmierare il far- west dei costi eccessivi che il mese scorso hanno suscitato stupore e polemiche più che giuste, da parte dei cittadini. 

Ora il Primo Ministro, Giuseppe Conte, nella sua ultima Conferenza stampa ha dichiarato pubblicamente che il costo dovrà essere calmierato, predisponendo l’importo di 0.50 € al pezzo, giubilo della popolazione, compresi i detrattori del Premiere, ma non ci stanno quelli del Gruppo Crai, che contestano un prezzo troppo basso, tanto da ritirarle dal mercato finchè non ci sarà un dietrofront di Conte, e neanche ci sta Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, il quale contesta la crisi produttiva visto il costo insufficiente a fronte di quanto il Veneto avrebbe investito.

Ma tra una FP2 e una FP3, tra una mascherina chirurgica ed una di stoffa fatta artigianalmente o industrialmente in materiale TNT (nulla di esplosivo solo Tessuto Non Tessuto), con valvola e non, il mercato sta impazzendo, anzi…è diventato un vero e proprio caos che vanta un giro di migliaia di €.

Tra articoli provenienti dalla Cina, con falsa certificazione “CE”, e quantità di informazioni contraddittorie su efficacia e modello, la vicenda delle mascherine si sta espandendo a macchia di leopardo sull’ intero territorio Nazionale.

Tanto evocate, tanto ricercate, tanto attese, la caccia al modello in grado di garantire una efficace protezione dal contagio da Covid-19, prosegue specie là dove l’urgenza sanitaria lo richiede e in primo luogo in tutte le strutture sanitarie.

Le gare di appalto di aziende “neofite” che si sono, diciamo, adeguate nella produzione di dispositivi di sicurezza, stanno scatenando polemiche visto anche l’ulteriore acquisto di materiale non a norma, bloccato alla dogana di Roma, e ulteriori sequestri di materiale non conforme agli standard di qualità e sicurezza.

Due i filoni della “mascherina- gate”: un ramo della vicenda coinvolge anche la Regione Lazio capitanata da Nicola Zingaretti.

L’ente guidato da Zingaretti avrebbe acquistato per 35 milioni di euro una partita di più di sette milioni di dispositivi dalla società Eco.techche avrebbe chiesto la mediazione di un’altra società, la Ex.or. Ciò che ha insospettito è che le mascherine non sono mai giunte a destinazione, si è aperta così un’inchiesta che coinvolgerebbe la società di produzione di forniture elettriche, che dovrà rispondere inadempimento di contratti di pubbliche forniture.

A trattare la vicenda è stata la trasmissione televisiva di Italia 1, Le Iene con un servizio ad ampio raggio sul “mascherina- gate” in Regione.

L’altro filone della questione vedrebbe implicate alcune società facenti capo alla Consip e al bando da ben 60 mln di € di fine Marzo. A denunciare la cosa è stata un’altro programma televisivo, di inchiesta: Report, la trasmissione di RAI 3 condotta da Sigfrido Ranucci, la quale ha scoperto che i certificati di garanzia presentati per ottenere il via libera, in diversi casi, erano falsi o non validi. Anche in questo caso ad aggiudicarsi la gara sono state aziende che con il settore medico hanno veramente poco a che fare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi c’è un altro episodio che invece vedrebbe coinvolta l’On. Irene Pivetti, ex presidente della Camera, in qualità di AD della Società Only logistics Italia srl: l’’inchiesta i corso riguarderebbe l’importazione e distribuzione di mascherine dalla Cina.

Anche in questo caso i reati contestati sarebbero: frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza, dunque contraffatti. In questo caso la Guardia di Finanza di Siracusa ha sequestrato ben 9mila dispositivi in diverse città italiane. 

Insomma, sembra proprio che il giro di affari delle mascherine frutti parecchi migliaia e migliaia di €, un piatto ricco che sta ingolosendo parecchi disposti a speculare sulla pelle di pazienti, medici e cittadini

 

Il mercato è impazzito, dalla Cina arriva di tutto e su internet girano offerte improbabili e certificazioni fasulle: il rischio di acquistare cianfrusaglie è sempre più alto a danno della nostra tutela e garanzia per la salute pubblica.

 

 

Author: Cris

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