Salute, Lavoro, Imprenditoria: l’Italia ha bisogno di ripartire dall’esterno.

Editor e Copy Cristian Arni

Anche se oggi è la Santissima Pasqua il Covid-19 non va in ferie, e noi neanche, siamo qui con il Prof. Saccà ad alimentare un dibattito, che oggi più che mai, necessita sprone all’azione, di quell’agire mirato e concreto. Servono a poco le polemiche del giorno dopo, se fini a se stesse, e la Politica vera quella che ci vuole, una Politica che inizi ad agire sull’esterno, perchè le misure preventive sono necessarie, ma sole non bastano. Immaginiamoci fuori, all’esterno, non per una scampagnata, ma per rimettere in moto il paese, il sistema produttivo, poi ci sta anche la scampagnata, ma quella viene dopo, quando si riuscirà a pianificare un atto concreto per fronteggiare l’esterno e le sue variabili, stare a casa ormai non facciamo altro ma è sull’esterno ora bisogna investire, scommettere e ripartire, perchè quanto potrà durare questa stasi, da tutti punti di vista?

 

 

 

 

 

DIARIO DELLA GRANDE PESTE E DI PICCOLE PESTI

di Antonio Saccà 

 

E’ il 12, domenica, Pasqua di Resurrezione ma è facile dire che non c’è resurrezione in gran parte del mondo, ansie e morte piuttosto. Ogni giorno dicono i numeri dei morti, meno o più, degli ammalati, dei guariti, miglioramenti vengono annunciati, smentiti, non abbassare la guardia, non vanificare i risultati, attendere, aver pazienza, capire che i fenomeni avvengono nel lungo periodo, maturano, giusto, vero, ma lo stare in casa quale fondamentale risorsa, ritrovato della scienza, non so, è la via giusta o era fondamentale, come scrivo da sempre, pensare a rimedi nella vita sociale? Qualcuno suppone realisticamente che la distanza sociale possa essere la soluzione quando si ricominceranno le attività? E nel caso non occorreva subito pensare a ristrutturare in vista della distanza sociale?  Abbiamo, hanno impiegato mesi a cogliere che con il Virus bisognava, bisogna convivere, io lo dico da mesi! E dico da mesi che per convivere bisogna munirsi, e lo stare in casa non è (non è) munirsi. Si aspetta la diminuzione dei contagi? Un’illusione. Per esserne certi occorrerebbe fare il tampone a tutta la popolazione. E quando apprendiamo che se estesi i temponi il numero dei contagiati sarebbe assai più grande (Prof. Galli, di Milano) crolla ogni rilevazione. Al dunque, il numero dei contagi può risultare minore perché minori sono i tamponi. Inoltre, ormai si dichiara che il Virus ha eventuali ritorni! Insomma stiamo a casa ma appena usciamo, ricadiamo. Allora non era, non è più sensato, oso dire: intelligente concepire subito una strategia di difesa all’esterno!!!!! Pare abbia un certo valore la rilevazione dei movimenti, in maniera da provvedere con cognizione di causa sui luoghi, le persone contagiate e i contagiatoti. Questa deliberazione ebbe inizio nella Corea del Sud, ora negli Stati Uniti ed in Germania, la quale continua ad attivare il sistema produttivo, ha pochi morti rispetto agli infettati. In Veneto è stato usato un tamponamento diffuso, il sistema produttivo è in massima parte operante. Dei farmaci di vario genere antivirali sembra giovino a combattere il Virus, non nomino le mascherine anzi le Maschere perché se da un lato ne reclamano il bisogno poi si disputa sul loro vantaggio, credo che maschere mirate potrebbero servire… Al dunque: non paralizzarci con la segregazione. Serve una strategia per la vita fuori, attiva. Lo stare in casa non serve più poiché essendo il Virus persistente lo riusciremmo appena usciti! E’ dissennato non rendersene conto. Non dico: usciamo. Dico: garantiamo l’uscita! E la garanzia non può limitarsi alla distanza sociale! Gli altri elementi sopra detti possono favorire l’uscita? Le zone particolarmente industrializzate concorrono al Virus? Il clima, l’inquinamento? Vi è una precisa numerazioni di quanti sono morti per il Virus?

Pare che si sia cominciato a cogliere che bisogna ristrutturarci per la difesa esterna. Pare. Le ristrutturazioni ovviamente per consentire le distanze e la sicurezza completa. Ci voleva, ci vuole tanto a capire che se il Virus è fuori occorre una difesa fuori? O si riteneva il Virus un ospite di passaggio, un turista cinese? In ogni caso, si avvii la ristrutturazione. E che non sia una mossa puramente scenica, che di propositi verbali e visuali ne abbiamo pieni anche gli occhi. E’ stato nominato un dirigente (Colao, per la cronaca). Speriamo che non ci si limiti alla nomina.

Brutto, dover diffidare, ma siamo impantanati. Dovremmo diventare un laboratorio, un cantiere, una fucina, voglia di vivere, la gente esprime la voglia di vivere, uscendo con il cane, correre, persino fare la spesa è voglia di vivere, occorre assecondare questa volontà di vivere, l’istinto di salvezza, le forze originarie animali animativi. Una politica accattona che limita la politica al “ragionieresco” geometrico, uno, mezzo, tre, zero, misurino, il denaro è fondamentale ma ancora di più le forze originarie animali di sopravvivenza. Scateniamole e ci salveremo. Volontà di vivere, volontà di potenza, lavoro per la Patria, prestito alla Patria, via gli orari, si faccia ciò che è necessario…Il “POLITICO” riprenda la società sopra le inerzie paralizzanti della burocrazia, di una certa magistratura, di un certo sindacalismo. I lavoratori stessi facciano impresa o si coalizzino con l’imprenditore. Bisogna scatenarsi. Non stare a bocca aperta ad aspettare sussidi, impedire che lo Stato trasformi il cittadino in cittadino bocca aperta. Scopo di una specifica politica: la crisi come mezzo di dominio con il sussidio. Siffatta strategia l’abbiamo compresa. No!  Lavoro, slancio imprenditoriale. Occorre denaro ma anche riprendere forza, vigore, volontà di affermazione. Tuteliamo la salute, una trincea antivirus, guerra di posizione. Occorrono progetti di rianimazione esaltanti. La fase oppressiva si risolve con l’energia vitale eccessiva, ma per incitare la forza vitale occorrono scopi grandiosi, non il cittadino bocca aperta. Mi auguro che la società civile si imponga a “questa” ideologia politica del sussidio senza altro scopo che tener sopita la società. Riusciremo a tutelarci. Ricominceremo a osare. Indispensabile un’aria nuova. Oso dire che se riprendiamo a fare costituiremo anticorpi immunizzanti. Il Virus troverebbe uomini energici non dei bocca aperta malinconici.

Author: Cris

2 thoughts on “Salute, Lavoro, Imprenditoria: l’Italia ha bisogno di ripartire dall’esterno.

  1. La politica al contrario sta immobilizzando ogni facoltà di autodeterminazione, dal singolo all’ intrapresa produttiva. La fantomatica sicurezza garantita all’interno, nell’isolamento, nella rinuncia, non è risposta a qualsivoglia emergenza. All’emergenza si deve rispondere attivamente. Ci si riduce a una guerra privi di strategia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.