25 Novembre contro la violenza di genere, la RAI precipita nella bufera per il programma del secondo canale

di Cristian Arni

 

Nell’epoca dei paradossi trionfa la società dell’idiozia. Certi clichè femminili tardano a morire. Il servizio pubblico televisivo propina ancora una volta vecchi schemi e canoni. Fatica ancora la cultura di genere ad imporsi in maniera sana.

 

 

Non c’è fine alla demenza senile, vien da dire, o forse alla demenza e basta!

Nel giorno in cui si celebra la ricorrenza contro la violenza di genere, il #25 Novembre, infuria la baraonda social per il programma in onda su RAI2, “Detto fatto“, temporaneamente depennato dal palinsesto, per aver “esibito una ballerina di pool dance, che provocatoriamente, carello e merce alla mano, dimostrava al pubblico a casa, come fare la spesa in maniera sexy, tra gli scaffali del supermercato”.

Episodio tanto Imbarazzante quanto increscioso! Forse anche per i maschietti, stanchi di esser relegati ad un ruolo primoridale, tutto clava e testosterone, che li configura in qualità di…”allupati” che s-ragionano con ben altro…cervello!

I telespettatori, giustamente hanno contestato il fatto di pagare il canone RAI per usufruire di un servizio pubblico, di cui in questo caso francamente, non se ne individua la benchè minima traccia; del resto come dare torto a chi lamenta la vergognosa figura fatta di fronte ad uno show giunto alla sua nona edizione, se non forse il caso di trovare un pretesto per chiuderlo definitivamente, sarebbe machiavellico!

Dalla Tv il bombardamento mediatico si sposta sul web a suon di post, twitt, e i like si sprecano ai post che mostrano la squallida e patetica  performance.

Che dietro tanti “mi piace” ci siano i maschietti, o per lo meno solo loro, non siamo certi, bisognerebbe verificare uno per uno tutti gli account, ma che le proteste del popolo social sia invece eterogeno, non v’è dubbio.

Intanto arrivano delle timide, a nostro avviso inutili scuse, perchè forse certe cose non dovrebbero accadere a monte, ma tant’è, del direttore di rete Ludovico Di Meo, il quale si rammarica per l’accaduto, lacrime di coccodrillo? Non sappiamo, certo pare che il mea culpa Di Meo giunga in tempo, alla vigilia del 25 Novembre, e bisogna saper accogliere il j’accuse, a chiedere la testa dei vertici di rete ci penserà chi di dovere.

Il caso infatti passa in Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI, con riferimento al presidente Marcello Foa all’ad Fabrizio Salini, del quale proprio il PD, auspica il cambio di direzione.

Il programma condotto da Bianca Guaccero è stato temporaneamente sospeso proprio nella Giornata Internazionale contro la violenza di genere, è il minimo, ci viene da dire, che pure avrebbe le sue responsabilità essendo la conduttrice ed in primis una donna, che si rimette alle volontà di una TV spazzatura e, a dir poco, maschilista, contestualizzando ancora una volta la legittimità del ruolo donna, relegato allo stereotipo volgare ed offensivo per tutto il genere femminile.

Ad accertare le responsabilità ci penserà un’istruttoria, perchè la linea editoriale venga ridefinita entro parametri e criteri di accettabilità per i canoni e i modelli proposti. A lamentare pesantemente il triste episodio ci pensa il sottosegretario alla presidenza di Consiglio con delega all’Editoria, Andrea Martella, che al telefono dichiara la necessità di un tutorial su come fare Servizio Pubblico, più che su come fare la spesa.

Il PD fa così pressing per il cambio ai vertici di “mamma RAI”, accusando il Servizio Pubblico di “sciatteria”, in effetti l’esibizione pare un insulto e un’offesa a tutte le italiane e gli italiani nonchè alla RAI, alla sua storia e alla sua reputazione. 

Chi sa cosa c’è dietro la giornata simbolo, contro la violenza di genere, non può accettare certi comportamenti e modelli reiterati ad oltranza; abbiamo imparato a riconoscere i tratti salienti di una sub cultura, imparando ad essere consapevoli che il corpo femminile, per quanto apprezzabile nelle sue forme, non possa e non debba essere meramente veicolo di un messaggio, il più delle volte volgarmente o velatamente sessuale.

Le stesse donne protestano e contestano la mercificazione del loro corpo, ma sovente incorriamo purtroppo, in quelle stesse donne che pure si prestano al gioco.

Ora, se la “soubrette” e la presentatrice avessero avuto caro il proprio ruolo femminile, la propria dignità di donne in questa nostra società contemporanea, che tanto si affanna a far riconquistare spazi di “sè” alle donne, si sarebbero mai esposte a simile siparietto? Si sarebbero mai esposte a tal punto? O è tutto frutto di una premeditazione provocatoria per ottenere visibilità, attenzione e far parlare di “sè”, seppur nel peggiore dei modi?

No, per carità, siamo tutt’altro che bacchettoni e bigotti, siamo per un Servizio Pubblico serio ma non serioso, riconoscendo alle donne il loro ruolo e il loro corpo, ma non tanto da ammirarle così esposte, come merce da supermercato, su RAI2 poi, in un’imbarazzante episodio, dei più bassi, della storia dell’emittente televisiva pubblica.

Le donne hanno per prime voce in capitolo a riguardo, a loro spetta il compito di non farsi usare nel peggiore dei modi, mentre ai maschietti il traguardo di una evoluzione della specie e il compito di ricordare che tante, troppe volte si sono resi protagonisti di reati efferatissimi nei confronti del genere femminile, è d’obbligo.

Ma accade anche talvolta che a sbagliare si sia in due, e siccome crediamo nel libero arbitrio, siamo certi che chi si è reso protagonista di questo episodio, lo abbia anche fatto deliberatamente, malauguratamente però, su un canale della televisione pubblica, e là possono piovere tutte le critiche, aspre, asprissime del caso.

Poi fin dove c’è consapevolezza, di agire in un certo modo allora non ci sentiamo di condannare, fermo restando lo si faccia in contesti diversi e fuori dai canali istituzionali e pubblici, per questo esistono fasce orarie e canali tematici apposta, per un pubblico magari più mirato.

Purtroppo poi l’attenzione si sposta dal centro del senso della giornata del 25 Novembre, approvata dall’ONU quale data individuata dalle femministe latinoamericane nel 1960, a seguito del crimine perpetrato a danno delle sorelle Mirabal, per cui la giornata simbolo è stata riconosciuta a livello internazionale nel 1993.

Ancora oggi purtroppo il più delle volte gli uomini si macchiano di atti di violenza inaudita, una violenza fisica, stupri di gruppo, stalking, minacce, percosse, psicologica, altre volte con forme di violenza più subdole, sottili, difficili da individuare e denunciare, per timore di ritorsioni e paura di fraintendere magari, certi atteggiamenti, l’autoinganno talvolta fa anche questi scherzi.

Allora che senso ha. esporre ancora una volta il corpo femminile al pubblico ludibrio in quel modo? In qualche modo pare la beffa della violenza di genere, una forma di violenza coatta e più insinuante che ancora una volta veleggia e serpeggia, in modelli sottoculturali inqualificabili.

Dal web alla TV, dai messaggi pubblicitari al Cinema, ancora capita e ci si imbatte in modelli e riferimenti che socialmente non corrispondono più al tipo di società che vorremmo, civilizzata e possibilmente paritaria.

A volte invece, capita proprio con il consenso di certe donne, che si accolgano certi ruoli, certe immagini ma in questo caso, dove non c’è coercizione, dove c’è la libertà di agire secondo il proprio volere e sentire, non si può contestare alle donne di fare con il proprio corpo ciò che più le aggrada.

Ma in questo caso specifico, essendo su RAI2, Tv pubblica per cui si paga il canone, la gogna mediatica è necessaria, fuori da ogni bigottismo, perchè allora in paragone le considerazioni di Vittorio Feltri in riferimento a certi episodi, per quanto gravi possano essere, lui spesso fa il provocatore in maniera però sempre molto mirata e diciamolo, intelligente, accendono pur sempre una riflessione, un altro punto di vista su cui puntare l’attenzione, che magari potrebbe aiutare a comprendere meglio, a 360°, i fatti di cui discute, compreso il caso dello stupro della ragazza da parte di Alberto Genovese, a cui va il nostro pollice verso di…Vestali! 

Per quanto gravi siano le affermazioni di Feltri non sono certo più gravi dell’episodio accaduto nella trasmissione RAI alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza di genere, nostra minuscola riflessione è che occorre da più partiun certo riguardo.

 

Author: Cris

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