18 Maggio 2020 e l’Italia riapre, non del tutto

di Cristian Arni

Tra vecchie e nuove disposizioni, tra un divieto ed una concessione, l’Italia ci prova, almeno così è stato deciso. Da chi? Non si capisce bene se dal Governo o dalla pressione che sul Governo si stava operando, perchè ad un certo punto il popolo sarebbe, chissà, insorto in qualche modo? In questa tenaglia a far da molla di resistenza, da spartiacque, sua maestà Corona virus alias Covid-19.

Sembrerebbe ci sia stata una qualche sincronicità junghiana, di quelle proprio a puntino, tanto da predisporre, quasi a livello, un tale accordo di intenti che ha del miracoloso, badate bene non ci spiace affatto se si siano messe in moto tali “coincidenze significative”, però suona un po’ strano.

Qualcosa stava prendendo fuoco, stava ardendo dalla voglia matta di bruciare, e lo ha letteralmente fatto: corpi arsi sul rogo, il fuoco delle vanità, a purificare chissà quali nefandezze. 

Allora apriamo, apriamo le gabbie e facciamo uscire tutti, ma intanto i danni sono stati commessi, nei confronti del popolo, perchè per il resto, questa apertura pare più un pertugio verso non si capisce bene dove più che una porta spalancata.

Il rischio di incendiare tutto, per tutto disinfettare resta alto a tutt’oggi; nessun timore, bisogna vedere se la coscienza verrà mondata o incenerita da queste fiamme, perchè la disinfezione è stata poi in qualche modo, domata, in tempo reale, un tempo reale del quale ancora non scorgiamo che i segni lasciati, sul selciato, nelle vite delle persone, segni tutti da decifrare.

Ancor prima che l’incendio divampasse di fronte alle tante, troppe disattese aspettative del popolo italiano, era stata sparsa cenere negli occhi, specie in quelli di: liberi professionisti, piccoli commercianti, artisti, venditori al dettaglio, la piccola impresa, addirittura disoccupati e lavoratori in nero, per fortuna i braccianti sono stati sanati, almeno loro si sono salvati con una sanatoria proprio sul finire dell’emergenza da Covid-19, una sanatoria che li ha sanati, ma non sono stati ancora sanati i debiti che il Governo ha contratto con i cittadini: i soldi non sono arrivati, e se qualcuno dei lettori li ha mai ricevuti, ce ne dia prova, ci dica il contrario, così che si renda giustizia al merito dando a “Cesare ciò è di Cesare“. 

Per ora contentiamoci di respirare un po’ d’aria, tanto poi si vedrà, alla prossima apertura quando tutto sarà spalancato e saremo stati addestrati all’obbedienza e all’illusione di una normalità e di promesse disattese, perchè a noi pare che al momento che questo Governo, per determinati aspetti, somigli ad un’Arca di Noè che imbarca sempre più acqua.

Author: Cris

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