11 Settembre 2001- 11 Settembre 2020

di Cristian Arni

 

A diciannove anni dal tremendo attentato alle Torri Gemelle, ricordando quei terribili momenti.

 

 

A distanza di quasi venti anni da quel giorno micidiale, il dolore, benchè sordo, è ancora presente nella memoria di tutti noi; quei tremendi istanti trasmessi in televisione cambiarono per sempre la storia dell’umanità. Fu il più atroce atto terroristico mai compiuto prima nella storia del genere umano

Gli Stati Uniti furono colpiti nel cuore pulsante, un luogo simbolo, un gesto chiaro e forte all’Occidente e al mondo intero; quasi tremila morti, seimila feriti, un’ apocalisse alla quale assistette il mondo intere. Quelle immagini incredibili, che mostravano ripetutamente l’impatto degli aerei contro gli edifici del WTC, il quartier generale della finanza nel financial district, un attacco inaudito, di una ferocia inimmaginabile fece crollare su sè stesse, sbriciolandosi come friabili torri di sale, ben centodieci piani per più di quattrocento metri di altezza ridotti in detriti, che venendo giù resero per ore l’atmosfera irrespirabile e invisibile, con una densa coltre di polvere che avvolgeva tutta l’area, visibile a km di distanza.

All’interno di quell’area, dentro quella polvere mista a cenere si stavano consumando le vite di chi fu coinvolto in quella immensa tragedia per l’umanità intera.

A costo di sembrare ovvi, la nostra priorità non è certo quella di parlare qui della verità, o presunta tale, o di una nuova versione dei fatti; gli attentati dell’11 Settembre 2001, per quanto ci riguarda, è quello che abbiamo avuto la sventura di conoscere nel mentre si consumavano i fatti, o guardando e riguardando quelle immagini attraverso programmi Tv, dossier, speciali, documentari, materiale online. L’11 Settembre sono quegli aerei in mano agli attentatori che hanno portato a compimento il loro disegno malefico contro l’umanità. Se poi ci sia una versione più attendibile di un’altra, una serie di fatti che hanno per protagonisti persone che indossavano abiti lunghi con turbanti e barbe folte, o indossassero completi giacca e cravatta firmati tutti ben curati e rasati, ognuno accolga la versione che gli è più consona, per noi al di là di tesi e ipotesi più o meno complottiste e fantasiose, restano i fatti che possono esser visti e rivisti e i numeri con i dati delle persone rimaste vittima degli attacchi.

Sicuramente il futuro e la storia avranno il compito di fare luce su una pagina oscura della storia dell’umanità, una pagina controversa e per certi versi ancora irrisolta del tutto, che presenta molti lati torbidi. 

Ecco l’11 Settembre non è solo un fatto americano, non è solo episodio sbiadito nella memoria, l’11 Settembre sono quelle immagini vivide e forti, tremende e quasi incredibili per la inimmaginabilità dei fatti in sè. Ecco allora noi vogliamo con questo nostro gesto, porre solo l’accento sul dolore di quanti hanno perso la vita e sui loro famigliari, su chi si è sacrificato per salvare gli altri e sullo sforzo di superare psicologicamente, una sfida enorme.

Se oggi lo scenario internazionale è cambiato, se siamo avvolti da ben altri problemi e preoccupazioni, se ben altre faccende hanno scalzato la prima pagina delle cronache, bisogna allora fermarsi un attimo e pensare cosa stavamo facendo quel giorno, chi eravamo, cosa volevamo, dove stavamo andando e porci una domanda: “Abbiamo raggiunto quello che ci aspettavamo allora? In quale modo quell’episodio ha cambiato, coinvolgendola più o meno direttamente, la nostra vita?” 

E allora, solo allora potremo dire di aver fatto i conti con un momento di reale orrore e terrore. Non è certo questo il giorno per fare recriminazioni, odiare gli yankee per ragioni e ideali politici, economici e culturali. L’odio come possiamo constatare quotidianamente, porta solo altro odio.

 

Author: Cris

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